La città che amo di più
Sono ceca, ma...
Aver vissuto in cinque Stati diversi, non so più qual è “il mio Paese”. Di solito, la gente intende il Paese dove sono nata e cresciuta. E sì, se devo scegliere solo uno Stato, la Cechia è, e probabilmente sarà sempre, “il mio Paese”. È un Paese dove vado quasi regolarmente, in cui seguo la politica e di cui leggo il giornale ogni giorno. D’altra parte, non vivo in Cechia da nove anni. Inoltre mio marito non è ceco. Perciò preferisco pensare di essere un’europea piuttosto che una ceca.
Per questo motivo è anche difficile per me dire qual è la città che amo. Ho vissuto in nove città e ognuna ha qualcosa che mi piace ma le manca qualcos’altro. Lasciatemi riflettere sui posti in cui ho vissuto.
Tutte le città dove ho vissuto finora
Sono nata a Prachatice, una città piccola nel sud della Boemia (la Boemia è una parte della Cechia, insieme alla Moravia e alla Slesia), vicino alle montagne che si chiamano “Šumava”. Da bambina passavo molto tempo in montagna e nei boschi, facevo trekking o andavo in bicicletta, sciavo in inverno e nuotavo in stagni in estate. Oggi mi manca molto questa possibilità di uscire di casa ed essere subito in natura. D’altro canto, non mi sono mai inserita bene nella comunità di questa città e non appena ho potuto, ho lasciato Prachatice. Prima solo per le settimane dei campi di matematica e per i weekend con i miei amici di tutto il Paese. Poi, a 19 anni, mi sono trasferita per studiare a Praga e non sono mai ritornata a vivere a Prachatice.
Praga mi piaceva molto. All’improvviso quasi tutti i miei amici vivevano nella stessa città, perché studiavamo alla stessa università. Quindi oggi non posso dire se mi piaceva la città o la mia vita giovane e indipendente. Comunque sono passati molti anni da quando me ne sono andata e le mie preferenze sono cambiate. Tuttavia, ci sono cose che mi piacciono ancora a Praga. Per esempio, i mezzi pubblici sono frequenti, affidabili e abbastanza economici. Per la vita a Praga, non è necessario avere una macchina, né all’interno della città, né per andare in campagna.
Per cinque mesi ho studiato a Barcellona. Questa è stata la mia prima esperienza all’estero. Mi piaceva che da Barcellona ci fossero voli molto economici, quindi ho potuto andare a visitare mia sorella che viveva a Granada e anche esplorare le isole di Ibiza e Gran Canaria. Ma la città stessa era troppo grande per me e il mare mi ha deluso perché era sporco. Soprattutto, mi ha deluso non essere riuscita a migliorare il mio spagnolo. Avevo fatto dei corsi prima di andare a Barcellona, ma il mio livello era troppo basso. Quindi a Barcellona usavo solo l’inglese. Insomma, Barcellona mi piaceva per visitarla come turista, ma non mi piaceva per abitare lì.
Dopo la mia esperienza a Barcellona, mi sono promessa di trasferirmi solo in paesi in cui parlassi abbastanza bene la lingua locale. Una scelta ovvia era la Germania. Quindi mi sono decisa ad andare per un semestre a Darmstadt. Avendo avuto difficoltà a trovare un appartamento, alla fine ho vissuto in una città molto piccola vicino a Darmstadt che si chiama Ober-Ramstadt. Lì mi piaceva vivere vicino al bosco di nuovo, ma l’università era lontana da casa e fare la spesa senza una macchina si è dimostrato difficile.
Dopo aver passato un anno a Praga per finire la mia laurea magistrale, mi sono trasferita in Germania di nuovo, questa volta a Bonn, dove ho fatto un breve tirocinio. Lì ho vissuto solo per un mese, ma la città mi è piaciuta: è abbastanza compatta e circondata dai boschi. Mi dispiace di non averla potuta scoprire più a lungo.
Dopo Bonn ho fatto un dottorato a Dortmund, perciò ho vissuto lì per più di quattro anni e ho imparato a parlare bene tedesco. Al contrario di Barcellona, Dortmund non è una città interessante per una visita (a meno che non sia un fan di calcio). Dortmund fa parte di un agglomerato urbano, eppure c’è un po’ di natura relativamente vicino. Potevo prendere un treno per andare fuori città, dove si può fare un po’ di trekking. Inoltre ho comprato un monopattino sportivo, perché il paesaggio piatto era perfetto per usarlo. Camminare nei boschi e andare in monopattino sono le due cose che mi aiutavano durante la pandemia.
All’inizio dei miei quattro anni a Dortmund è successo anche un grande cambiamento nella mia vita, perché sono diventata vegana. Per questo motivo ricordo la mensa universitaria con diversi piatti vegani ogni giorno e anche i supermercati con una buona scelta di prodotti vegani.
Insomma, Dortmund era una città ok per vivere, ma poco interessante e, soprattutto, con scarso accesso alla vera natura e alle vere montagne.
Dopo il dottorato mi sono trasferita direttamente a Edmonton per un lavoro all’università. Purtroppo il mio monopattino è dovuto rimanere in Europa. Siccome la città è veramente piatta, appena la neve si è sciolta, ho comprato una bici. (Chissà, forse l’ho comprata anche perché il mio nuovo fidanzato la amava e la usava per andare ovunque.) A Edmonton, mi piaceva molto il clima secco con molto sole, nonostante l’inverno lungo e freddo. La città è molto internazionale e si può trovare il cibo di tutto il mondo. D’altro canto, Edmonton è troppo lontana da tutto. In primo luogo dall’Europa, quindi dalla mia famiglia e dai miei amici. Ma anche la montagna (che si chiama “Rocky Mountains” ed è davvero bellissima!) è a quattro ore di distanza e accessibile solo in macchina. Perfino la città in sé è grandissima con una bassa densità abitativa, perciò tutto è lontano anche all’interno della città.
Victoria, al contrario di Edmonton, ha un clima molto umido con temperature stabili. Ho sentito che questa è la città in cui si trasferiscono gli anziani ricchi da tutto il Canada, perché piace loro il clima. Ma io non sono d’accordo. Preferisco il sole con -25°C ogni tanto in inverno e 25°C in estate a 16°C costanti con pioggia per tutto l’anno. A Victoria, i mezzi pubblici non sono frequenti e ci mettono molto tempo. Perciò continuavo a usare la mia bici nonostante le colline che c’erano tra il mio appartamento e l’università dove lavoravo. Ma, a dire il vero, non sono riuscita a conoscere Victoria bene (a parte l’aeroporto piccolo), perché passavo molto tempo a Edmonton, dove continuava ad abitare il mio fidanzato.
Lui ha trovato un buon lavoro a Milano, perciò ho lasciato Victoria in anticipo e, contro il mio proposito fatto a Barcellona, mi sono trasferita in un Paese di cui non conoscevo la lingua. Adesso abitiamo a Milano da due anni. Mi piace poter andare in bicicletta anche in inverno e che le Alpi siano vicine. Ma non mi piace il caldo estivo e il fatto che sia difficile fare un’escursione in giornata sulle Alpi senza una macchina. Sebbene Milano sia una città grande e internazionale, è piuttosto difficile mangiare vegano e nei supermercati si vendono quasi solo gli ingredienti per la cucina italiana. Sì, la cucina italiana è buona, ma lo sono anche altre, e io preferisco una varietà.
A Milano, ci sono piste ciclabili, ma alcune mi sembrano progettate da qualcuno che non è mai andato in bici. Per di più, la gente spesso non rispetta le piste. Dove la pista corre sul marciapiede, i pedoni la usano per camminare. Quando la pista costeggia la strada, la gente la usa per parcheggiare le macchine. Devo evitarle e spostarmi sulla carreggiata, che può essere pericolosa per me se gli automobilisti non se lo aspettano.
Inoltre, purtroppo, Milano è la città più sporca in cui ho mai vissuto. Fuori dal centro, ci sono tanti rifiuti sulle strade e i marciapiedi sono coperti dagli escrementi. Mi chiedo com’è possibile che alla gente non importi dell’ambiente in cui vive.
La città che amerei
Nella città che amerei si parlerebbe inglese o tedesco (perché queste sono le due lingue che io e mio marito parliamo bene). Entrambe le famiglie, la mia e quella di mio marito, vivrebbero vicino. La città non sarebbe troppo grande ma avrebbe dei ristoranti internazionali e con una vasta scelta di prodotti vegani. Ci sarebbero poche macchine ma molte buone piste ciclabili e buoni mezzi pubblici, sia all’interno della città, sia per i collegamenti con altre città. La città in sé sarebbe piatta ma circondata dalle colline e dalle montagne coperte da boschi, in cui si potrebbero fare escursioni. La città sarebbe pulita con l’aria pura. Il clima sarebbe simile a quello di Edmonton, secco e soleggiato, forse con un inverno un po’ più corto. E, la cosa più importante, tutti i miei amici da tutto il mondo vivrebbero lì!